Per un Comune parlare di sostenibilità significa raccontare come cambia il territorio attraverso le politiche pubbliche, gli investimenti, i servizi e le scelte amministrative. Il bilancio di sostenibilità può diventare lo strumento con cui rendere visibile questo cambiamento e collegarlo al Valore Pubblico. Il Valore Pubblico riguarda ambiente, qualità dei servizi, inclusione, mobilità, energia, partecipazione, sviluppo economico e capacità amministrativa che entrano così dentro un unico racconto. È qui che il tema degli ESG territoriali assume un ruolo importante. Gli ESG territoriali aiutano a leggere una città come un sistema composto da istituzioni, imprese, cittadini, università, Terzo settore e società partecipate. La sostenibilità riguarda quindi la capacità di questo insieme di soggetti di produrre effetti positivi e duraturi sul territorio.

Dal PIAO e dagli Action Plan al Bilancio di Sostenibilità per il Valore Pubblico

Uno dei passaggi più interessanti riguarda il rapporto tra programmazione e rendicontazione. I Comuni lavorano attraverso strumenti come il PIAO, i documenti di programmazione e gli Action Plan collegati alle strategie climatiche, urbane e territoriali. Il passo successivo porta questi obiettivi dentro un Bilancio di Sostenibilità per il Valore Pubblico, mettendo a confronto quanto programmato, quanto realizzato e gli effetti prodotti sulla città.

Genova rappresenta un esempio significativo di questo percorso. Il primo Bilancio di Sostenibilità del Comune, riferito al 2025, collega i temi ambientali, sociali ed economici alle strategie cittadine e all’Action Plan 2050 e utilizza 160 indicatori per leggere l’evoluzione urbana. È proprio questo passaggio dalla programmazione alla misurazione che rende il bilancio uno strumento utile anche per gli ESG territoriali.

La trasparenza assume qui un valore centrale. Un Bilancio di Sostenibilità credibile racconta i risultati raggiunti, quelli raggiunti in parte, le difficoltà incontrate e gli obiettivi che richiedono altro lavoro. I cittadini possono così comprendere il percorso dell’amministrazione, seguire l’utilizzo delle risorse e valutare nel tempo l’evoluzione delle politiche pubbliche. La trasparenza diventa quindi parte del Valore Pubblico e rafforza il rapporto tra amministrazione e comunità.

Il futuro è una rendicontazione territoriale più aperta e leggibile

I GRI e gli ESRS possono offrire riferimenti utili per organizzare le informazioni e rendere più ordinata la misurazione degli impatti, mentre gli ESG territoriali permettono di allargare lo sguardo all’intera città. Alcuni Comuni hanno già iniziato questo percorso. Nel 2025 Udine ha pubblicato un Bilancio di sostenibilità costruito con riferimento ai GRI Standards, mentre altre amministrazioni hanno sviluppato rapporti territoriali di sostenibilità basati su indicatori ambientali, sociali ed economici. Sono esperienze che mostrano una direzione comune.

Il passaggio culturale consiste nel considerare il bilancio di sostenibilità come uno strumento di governo e di dialogo con il territorio. È questa la direzione che sto portando avanti anche attraverso il lavoro sugli ESG territoriali e attraverso l’Osservatorio degli ESG Territoriali, come spazio di analisi e confronto sui temi della sostenibilità territoriale.

Un Comune può raccontare ciò che ha fatto, misurare ciò che è cambiato e rendere comprensibile ai cittadini dove vuole arrivare. In questo modo innovazione, sostenibilità e Valore Pubblico entrano dentro una stessa visione di sviluppo territoriale.

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