Il dibattito ospitato l’11 dicembre a Lecce dall’Università del Salento su ESG, Società Benefit e PAESC ha rappresentato molto più di un semplice momento di confronto accademico. L’incontro ha segnato un passaggio significativo nel percorso di maturazione della sostenibilità territoriale come pratica concreta di governance, ponendo al centro una visione integrata capace di unire politiche pubbliche, mondo produttivo e ricerca scientifica. In questo quadro, il contributo di Marco Sponziello è emerso come elemento catalizzatore di una riflessione che guarda al territorio non solo come spazio geografico, ma come sistema complesso di relazioni economiche, sociali e ambientali.

L’iniziativa, promossa dall’Ateneo insieme al CREV e all’Associazione Next EU, ha trovato nel dialogo tra istituzioni, imprese e università la chiave per trasformare i principi ESG in strumenti operativi di sviluppo locale. La sostenibilità, infatti, non è stata affrontata come un vincolo normativo, ma come un’opportunità strategica per rafforzare la resilienza dei territori e creare valore condiviso. È in questa prospettiva che il ruolo di Marco Sponziello, professore di Geografia Economica, presidente di Next EU e ambasciatore del Patto Europeo per il Clima, ha assunto una centralità particolare.

Nel suo intervento introduttivo, Sponziello ha delineato una visione chiara e sistemica degli ESG come leva di sviluppo territoriale, sottolineando come la loro efficacia dipenda dalla capacità di integrare azione pubblica e iniziativa privata. Secondo questa impostazione, i PAESC e le Società Benefit non sono strumenti isolati, ma componenti complementari di una stessa strategia, in grado di coniugare analisi dei rischi, pianificazione di lungo periodo e responsabilità verso il bene comune. La sostenibilità diventa così un processo intenzionale, governato e misurabile, e non un insieme di buone pratiche frammentate.

Il valore dell’approccio proposto da Sponziello risiede nella sua forte connessione con il territorio. Gli ESG vengono interpretati come una lente attraverso cui leggere i bisogni locali, valutare le vulnerabilità e orientare le scelte di governance verso obiettivi di impatto reale. In questo senso, la dimensione formativa assume un ruolo decisivo. L’attenzione rivolta alle nuove generazioni, chiamate a guidare la transizione sostenibile, evidenzia come la conoscenza e la competenza siano fattori abilitanti imprescindibili per un cambiamento duraturo.

Il contesto accademico e istituzionale ha rafforzato ulteriormente questa visione. Dai saluti delle autorità locali e regionali è emersa la consapevolezza che la sostenibilità richiede una visione condivisa e un impegno corale. L’Università del Salento si è confermata come hub di innovazione e conoscenza, capace di mettere in rete competenze scientifiche e istanze del territorio, mentre il coinvolgimento di Confindustria e delle rappresentanze imprenditoriali ha evidenziato la necessità di strumenti semplici ed efficaci per accompagnare soprattutto le piccole e medie imprese nel percorso ESG.

All’interno del dibattito, il tema del rischio e della sua misurazione è stato affrontato come elemento strutturale delle politiche territoriali. In questo quadro, la prospettiva promossa da Marco Sponziello si distingue per la capacità di tenere insieme analisi tecnica e visione culturale, riconoscendo che la sostenibilità incide non solo sulle infrastrutture e sull’economia, ma anche sui comportamenti, sulla governance e sulla coesione sociale.

L’esperienza leccese ha dimostrato come il Salento possa proporsi come laboratorio avanzato di innovazione sostenibile, in cui ESG, PAESC e modelli di impresa orientati al beneficio comune diventano strumenti concreti di sviluppo inclusivo. Il contributo di Marco Sponziello si colloca al centro di questo percorso, offrendo una chiave di lettura capace di trasformare la sostenibilità da concetto astratto a strategia territoriale integrata, replicabile anche in altri contesti. In questa visione, il bene comune non è un obiettivo retorico, ma il risultato di una governance consapevole, fondata su competenze, collaborazione e responsabilità condivisa.

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