C’è chi parla di sostenibilità come slogan, e chi la realizza nei fatti. L’evento tenutosi recentemente in Puglia ha rappresentato una di quelle rare occasioni in cui le parole chiave – territorio, identità, impresa, giovani, innovazione – sono state trasformate in proposte concrete, replicabili e fondate su una visione autenticamente ESG.
Un contributo interessante è stato quello di Marco Sponziello che vive quotidianamente il territorio non solo come docente, ma anche come promotore del cambiamento. Egli insegna Geografia Economica all’Università del Salento e presiede un’associazione per lo sviluppo sostenibile come Next EU che ha promosso leggi e strumenti concreti per le imprese sostenibili. Queste sono tutte azioni che trasformano l’astratto in reale. Per esempio, è grazie a questo impegno che la Regione Puglia ha istituito il primo albo italiano delle società benefit, una novità legislativa che premia le aziende capaci di generare impatto positivo.
Le imprese del futuro? Già nei pensieri dei giovani
Un punto centrale del dibattito è stato l’approccio delle nuove generazioni all’impresa. I giovani non vogliono più solo “fare impresa” per profitto, ma desiderano costruire modelli che restituiscano valore al territorio. Le società benefit, l’economia rigenerativa e i fattori ESG sono i modelli a cui guardano.
Le nuove generazioni chiedono senso, impatto e giustizia economica. Sta a noi – formatori, decisori, imprenditori – creare le condizioni per accompagnare questa transizione.
Formazione e nuove professioni per una nuova economia
Ma per rendere tutto questo sistemico, servono figure professionali nuove e formate: dal manager della sostenibilità al manager dell’innovazione, profili che oggi hanno un valore economico concreto e crescente nel mercato del lavoro.
Non tutti conoscono queste figure, eppure sono essenziali per guidare le imprese del futuro, quelle che devono misurare il loro impatto e innovare continuamente i propri modelli di business. Formare questi professionisti deve essere una priorità delle università e degli enti di sviluppo territoriale.
Il ruolo della Puglia e le sfide da vincere
Il Salento e l’intera regione hanno grandi potenzialità, non solo in termini formativi ma anche logistici e geo-strategici. Eppure, come è stato sottolineato, manca ancora una reale visione sui collegamenti veloci con il Mediterraneo, in particolare con i Balcani, l’Albania, la Grecia. Un’area che potrebbe essere decisiva per attrarre studenti, investimenti e cultura.
Investire nella mobilità internazionale renderebbe la Puglia ancora più attrattiva, trasformandola in un hub di innovazione tra Europa e Mediterraneo. Questo è uno degli snodi cruciali su cui spingere, se si vuole rendere credibile il discorso sulla sostenibilità territoriale.



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